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LA SPESA PER RIPARARE LA PARTE TERMINALE DELLA BRAGA È A CARICO DEL PRIVATO


Condominio - spese
Condominio - spese
La braga è il collettore che collega lo scarico del wc alla colonna di scarico. In passato la Cassazione aveva considerato tale elemento di proprietà comune e, di conseguenza, le spesa per eventuali guasti o rotture era addebitata al condominio. Un orientamento che ora la Cassazione (sentenza 17 gennaio 2018, n. 1027) pare abbia ribaltato, considerando la braga un bene di proprietà privata. La vicenda ha inizio con la citazione in giudizio del condominio e del proprietario di un appartamento del piano soprastante. Un gruppo di condòmini chiede il risarcimento per delle infiltrazioni causate dalla rottura della braga. In primo grado la domanda è accolta, quindi la Corte d'appello riforma il giudizio richiamando la sentenza della Cassazione 778/2012. Secondo i giudici di secondo grado, come provato dalla consulenza tecnica, la rottura interessa il tratto terminale della braga, nel punto in cui la stessa si unisce alla colonna di scarico e, di conseguenza, trattandosi di un "problema" alle parti comuni dell'edificio, la spese è a carico del condominio.
La questione giunge quindi ai giudici della Cassazione che, citando l'articolo 1117, n. 3, del Codice civile, osservano come i canali di scarico vadano considerati comuni solo “fino al punto di diramazione” degli impianti ai locali di proprietà esclusiva. Secondo gli Ermellini, a differenza della colonna verticale, che raccoglie gli scarichi di tutti gli appartamenti ed è utile a tutti i condòmini, la braga convoglia soltanto gli scarichi del singolo appartamento. La parte terminale, dove si è verificata la rottura, va quindi considerata un bene privato e ne risponde il singolo condomino. La Cassazione ha quindi accolto il ricorso, rimettendo la questione a un'altra sezione della Corte d'Appello.