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UNA RIFLESSIONE PER IL NUOVO ANNO

dalla redazione



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Comunicati Confappi-Fna Risparmio energetico - energie alternative
Risparmio energetico - energie alternative
Passata la “boa” della Legge di bilancio per il 2026, che quantomeno non pregiudica la proprietà immobiliare, si riprende a navigare verso lidi non ben definiti, con la “spada di Damocle” delle Direttive Green dell’Unione Europea che potrebbero incidere pesantemente sui budget dei proprietari immobiliari “più piccoli”.
È vero che le priorità degli acquirenti cosiddetti di elite si stanno orientando verso immobili più efficienti e conformi alle Direttive Green. D’altra parte l’efficienza energetica rappresenta una leva competitiva e incide sulla commerciabilità degli immobili, valorizzando sempre di più la classe energetica. Ma è altrettanto vero che esiste un mercato immobiliare composto di tantissimi piccoli proprietari – che sono la stragrande maggioranza - che non sono in grado di accedere agli immobili green e si preoccupano di eventuali imposizioni dall'alto che potrebbero costringerli ad interventi importanti e costosi.
Sennonchè - a nostro giudizio - le Direttive Green dovrebbero incidere soltanto sugli immobili in costruzione o sulle eventuali ristrutturazioni decise da assemblee condominiali o dai singoli proprietari privati.
Mentre l'immobile ristrutturato ad esempio nel 2010 o negli anni ‘90, che non necessiti di interventi (e che non necessiterà di interventi nel prossimo futuro), secondo il buon senso e in un’ottica costituzionalmente orientata, non dovrebbe essere oggetto di qualsivoglia imposizione.
Tanto più che una ristrutturazione non necessaria, reca anche essa impatto ambientale.

L'Europa non può continuare a essere miope  salvo avviarsi verso unn lento ma inesorabile declino!